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AL MIFTAH FESTIVAL 2026  مهرجان المفتاح

Non era affatto scontato arrivare alla terza edizione di Al Miftah / festival for a free Palestine, un festival totalmente indipendente organizzato dal collettivo Rimini con Gaza e finanziato dal sostegno popolare. 

Un evento nato per decostruire le narrative dominanti a partire dai lavori di artiste e artisti palestinesi e arabo-discendenti, dal Levante, dal Nord Africa o nella diaspora.

Il festival si è sviluppato in parallelo e in opposizione al genocidio di Gaza. Ad oggi, purtroppo, non esiste alcun cessate il fuoco. La Striscia è soggetta al controllo asfissiante dell’esercito israeliano che continua a negare l’accesso di beni essenziali mentre proseguono gli omicidi extragiudiziali. Al contempo, la Cisgiordania è sempre di più nella morsa dei coloni. 

L’occupazione non punta solo all’espulsione e allo sterminio dei palestinesi, vuole cancellare anche la storia e la cultura di questa terra. 

Parlare di Palestina, moltiplicare gli spazi di presa di parola e le voci vuol dire dunque resistere a un tentativo di annientamento fisco e simbolico. Abbiamo visto in questi anni come Israele abbia perso l’egemonia della produzione di discorso grazie alle migliaia di iniziative di solidarietà messe in campo a livello globale, ma soprattutto per il coraggio di giornalist* e attivist* palestinesi che nonostante le minacce e gli omicidi sistemici non hanno mai smesso di raccontare al mondo tanto i crimini israeliani quanto le molteplici forme di resistenza palestinesi. 

È per questo che, come festival, sosteniamo la protesta di Art Not Genocide Alliance e di tutt* l* artist*, operat* culturali e maestranze che hanno scioperato contro la presenza del padiglione israeliano alla biennale di Venezia.

Nel nostro piccolo, anche Al Miftah punta a contribuire alla costruzione di un discorso emancipativo e decoloniale contro il progetto sionista e, più in generale, contro l’avanzare delle destre suprematiste a livello globale che vedono in Israele un paradigma politico.

 

Da parte nostra, non era scontato arrivare ad una terza edizione. In questi anni abbiamo esperito insieme agli artist* che abbiamo provato a coinvolgere la violenza del regime dei confini e dell’economia di guerra globale. Già nelle passate edizioni alcune partecipazioni sono saltate a causa della difficoltà nell’ottenere i visti dal Consolato italiano o per via delle restrizioni alla mobilità de* palestinesi imposte da Israele. 

In questi anni la macchina bellica israeliana si è espansa dalla Palestina verso il Libano, la Siria, l’Iran con l’effetto di rendere ancora più difficile l’inserimento di artist* palestinesi all’interno di festival o reti internazionali. Non è che una delle molte facce dell’occupazione. Mentre scriviamo queste righe, non siamo ancora certi che tutt* l* artist* invitat* potranno raggiungere effettivamente Rimini.

 

C’è poi un terzo elemento che ha influito nella costruzione del festival. Sarebbe riduttivo pensare che il razzismo sia un problema confinato agli spazi coloniali. Si sviluppa e alimenta anche qua nella nostra Europa, nelle nostre città, compresa Rimini. In questi anni di mobilitazione per la Palestina ci siamo accorti di come spesso le prospettive cambino se di fronte a noi c’è qualcuno di diverso rispetto al canone locale, dai tratti arabi, magari dichiaratamente di fede musulmana. L’islamofobia come forma di razzismo contemporaneo costruita sulla razzializzazione e sulla stereotipizzazione dei soggetti arabi/musulmani non si nutre solo di politiche istituzionali, ma si alimenta anche di micro-condotte diffuse. Lo abbiamo esperito nelle sterili polemiche cittadine sulla collocazione della moschea di Borgo Marina, nelle segnalazioni alla polizia locale di attività solidali come gli iftar per la Palestina, nelle frasi esplicitamente razziste rivolte ad attivist* non esteticamente conformi agli stereotipi occidentali. 

 

È per questo che quest’anno abbiamo deciso di espandere il festival in tre location differenti, dalla periferia al centro cittadino.  Crediamo sia fondamentale mettere i temi del festival – le lotte decoloniali, le narrazioni del margine, i saperi popolari come patrimonio collettivo, la memoria come forza trasformativa – al centro del dibattito, anche nella città di Rimini.

 

Iniziamo giovedì 4 giugno al Teatro del Castoro con la performance teatrale Khalil Khalil direttamente dalla Cisgiordania che mette in scena il racconto auto-biografico dell’artista Khalil Al Batran tra fantasmi del passato, azioni di resistenza nella seconda Intifada e la ricerca di se stess* in una Palestina sotto occupazione. 

 

Venerdì 5 ci spostiamo in centro presso l’ex oratorio della Crocina dove le artiste Milena Rossignoli e Nemo Omen (Samira Allaouat) daranno vita a una tappa laboratoriale di Kufiyah Project che realizza in maniera collettiva delle versioni oversize realizzate con stampa a rullo del tradizionale capo levantino. 

La sera invece sarà proiettato l’ultimo lavoro del regista palestinese Kamal Aljafari, With Hasan in Gaza, un film realizzato interamente con immagini d’archivio recuperate dal regista da un suo viaggio a Gaza alla ricerca di un ex-compagno di prigionia. 

 

Il terzo giorno torniamo invece a Casa Madiba dove dal primo pomeriggio saranno attivi due laboratori, uno di dabke organizzato con il supporto di famiglie gazawi e dal collettivo Bologna x Gaza e uno di cucina palestinese con l’attivista di Rimini con Gaza Fida Abu Rashid. La giornata proseguirà con la presentazione del libro Pop Palestine. Viaggio nella cucina popolare palestinese della scrittrice palestinese Fidaa Abuhamdiya e con la performance Revisiting: Resisting Turbulence dell’artista libanese Nour Sokhon. 

In chiusura spazio alla musica con due musicisti palestinesi: Asifeh/Stormtrap e Khalil Glitch. 

 

Durante i tre giorni chef Ali Sheabat, presenza fissa del festival, cucinerà patti della tradizione palestinese.

Prosegue la collaborazione con la libreria Book Room di Santarcangelo che parteciperà al mercatino del 6 giugno insieme a tanti altri espositori e collettivi solidali con la Palestina come i Giovani Palestinesi di Bologna. 

L’identità grafica è stata realizzata interamente dall’illustratrice marocchina Merieme Mesfioui.

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Programma

 

Giovedì 4 giugno

Teatro CastOro, Via del Castoro, 7, 47923 Rimini RN

18:00 Apertura e aperitivo a cura di Chef Alì

20:00 Khalil Khalil (spettacolo teatrale)

21:30 After talk con Khalil Al Batran e Bilal Alkhatib (dibattito)

 

Venerdì 5 giugno

Ex-oratorio della Crocina, Via Domenico Francolini, 6/2, 47921 Rimini RN

11:00 Keffiah Project (workshop)

18:00 Apertura e aperitivo a cura di Chef Alì

20:00 Proiezione di With Hasan in Gaza di Kamal Aljafari (film)

 

Sabato 6 giugno

Casa Madiba, Via Dario Campana, 59 F, 47922 Rimini RN

15:00 Bologna x Gaza Dabke (Workshop)

15:00 La cucina tradizionale palestinese (Workshop)

18:00 Apertura del mercatino solidale e cena a cura di Chef Alì

18:30 Presentazione di Pop Palestine. Viaggio nella cucina popolare palestinese con Fidaa Abuhamdiya (dibattito)

20:00 Revisiting: Resisting Turbulence di Nour Sokhon (performance)

22:00 Asifeh / Stormtrap (live set)

23:00 Khalil Glitch (dj set)

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